Cibi fritti e salute

Mangiare cibi fritti fa bene o fa male? Come orientarsi? Per anni il fritto è stato demonizzato, perché si riteneva che fosse dannoso per la salute oltre a essere molto calorico e quindi una minaccia per la linea. Una ricerca spagnola svolta alcuni anni fa ha rivalutato questo metodo di cottura, purché fatto in modo adeguato. Vediamo insieme quali sono i criteri da seguire per ottenere un fritto buono, croccante e al tempo stesso salutare.

 

Fritto o bollito?

Dallo studio condotto in Spagna a cui abbiamo accennato risulta che friggere alcune verdure e le patate piuttosto che bollirle ha dei vantaggi. Innanzitutto con la bollitura si perdono diverse proprietà nutrizionali, che la frittura in olio d’oliva mantiene inalterate. Inoltre se fritte in olio extravergine d’oliva, mentre le verdure friggono si producono antiossidanti e una quantità di acido oleico, che assunti con regolarità contribuiscono alla prevenzione di malattie come diabete e tumori.

Ma attenzione! Non tutte le fritture sono salutari. Per ottenere questi vantaggi è necessario avere delle accortezze: friggere a una temperatura non superiore a 180°C, cambiare l’olio più volte se le cose da friggere sono molte e adagiare i cibi fritti su un piatto ricoperto di carta assorbente, così da eliminare l’olio in eccesso.
Anche se gli alimenti fritti hanno un contenuto calorico più elevato, tuttavia questo metodo di cottura è salutare. Quindi se mangiati con moderazione, i cibi fritti sono un peccato di gola che ci possiamo concedere tranquillamente.

 

Fra supplì e verdure il fritto si fa strada…

Verdure e baccalà fritti vengono preparati per tradizione in occasione della vigilia di Natale sia a Roma sia in provincia, ma visto che sono numerosi gli appassionati di queste prelibatezze, molti locali le propongono tutto l’anno. E che dire dei supplì che nella capitale sono un’autentica istituzione popolare? Noto come cibo di strada, tuttavia il supplì è gustoso da mangiare anche a tavola come antipasto. Pensiamo ai tradizionali supplì farciti con rigaglie di pollo o ai classici supplì al telefono, ricette tipiche del Lazio. Questo nome bizzarro è composto dal francese surprise, che indica la sorpresa della mozzarella nascosta all’interno, e dalla specifica “al telefono” che indica i fili di mozzarella fusa che si creano rompendo il supplì a metà o semplicemente mordendolo. Nel tempo sono state introdotte diverse e altrettanto appetitose varianti.

Al ristorante Le tre zucche, dove regna la cucina tradizionale romana rivisitata con creatività dallo chef Fabrizio Sepe, troverete oltre ai supplì con “le regaje de pollo” degli sfiziosi supplì cacio e pere. Sempre in tema di fritti, potrete gustare delle polpette di baccalà alla picchiapò, i classici carciofi alla giudia e croccanti filetti di baccalà.

I nostri fritti sono croccanti e leggeri, da mangiare con gusto senza sensi di colpa! Venite a provarli, vi aspettiamo!

Per prenotazioni contattate lo 06.5560758.

Lascia un commento

*

Prenota un tavolo